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Da tempo numerose associazioni animaliste si battono per bandire questa barbara tradizione ricordando che la Pasqua è sempre Pasqua anche senza l'agnello nel piatto. In Alessandria, abbiamo organizzato un banchetto informativo sotto i portici di Corso Roma nel pomeriggio di sabato 10 aprile e presidiato alcune chiese, "armati" di cartelli e volantini, da soli o in piccoli gruppi di tre persone, nelle domeniche precedenti la Pasqua, fino a Pasqua compresa.

Ogni anno si svolge a Tonco, nel Monferrato, la "Giostra del Pitu", un antico rito popolare propiziatorio contadino. Un tacchino, il "Pitu", dopo un sommario processo in cui viene condannato a morte, viene appeso per le zampe a una fune al centro della piazza e dei cavalieri lanciati di corsa si avvicendano per staccarne la testa sferrando vigorose nerbate al collo dell'animale. Vince chi riesce a staccare per primo la testa del tacchino. In certi paesi d'Italia, negli anni duemila, si calpestano ancora palesemente i diritti degli animali nel nome di tradizioni sanguinarie come questa. Gli animalisti protestano per chiedere la sostituzione del tacchino vero con uno finto, ma tanto il Sindaco, quanto l'assessore alla cultura, che tutto il popolo di Tonco, sono sordi e insensibili a queste richieste.

Sabato sera 28 febbraio e domenica pomeriggio 29, abbiamo protestato davanti l'ingresso del Ringland Circus allestito sul piazzale a fianco del McDonalds di Alessandria, esponendo alcuni striscioni e volantinando. Una protesta civile ma ferma per sensibilizzare il potenziale pubblico sulle reali condizioni in cui vivono gli animali nei circhi in cui non possono soddisfare le proprie esigenze etologiche, sono privati della libertà e sono costretti, anche con la violenza, a svolgere esercizi innaturali e contro la loro volontà.

Ringraziamo anche a nome dell'Associazione donne di Alessandria, con cui abbiamo collaborato a questa iniziativa, i cittadini di Alessandria e provincia che hanno contribuito alla raccolta di materiale e fondi a favore del gattile di Ozzano dell'Emilia, distrutto da un rogo doloso. La consegna del materiale è stata fatta da alcune volontarie dell'Associazione Donne di Alessandria, giovedì 19 febbraio, presso lo stesso gattile, nelle mani di Chiara Ferretti, presidente dell'associazione "Fratelli di zampa", che insieme ai volontari gestisce il gattile, visibilmente commossa da tanta generosità.

Stiamo lavorando per organizzare presto in Alessandria una serie di conferenze su varie tematiche animaliste. L'intenzione è proporre regolarmente due cicli di 4 conferenze nell'arco dell'anno, uno in primavera e l'altro in autunno. Tratteremo di diritti animali, vegetarismo dal punto di vista etico, ambientalista e salutista, vivisezione, caccia, ecc.. Le conferenze saranno tenute da relatori esperti e salvo diversa indicazione si svolgeranno presso la sala multimediale del Museo Etnografico "C'era una volta" di Alessandria in Pazza della Gambarina 1.

Sabato 31 gennaio in 2500 piazze italiane, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha venduto le "Arance della salute", ma non tutti sanno che parte dei fondi raccolti servono a finanziare anche una ricerca di base basata sulla sperimentazione animale, inutile e dannosa. In Alessandria, come in tante altre città, alcuni volontari hanno fatto contro-informazione nei pressi dei gazebo di AIRC per informare la gente su come l'AIRC utilizza i soldi raccolti.

Questi sono i "Giorni della Memoria", memoria di quella immensa tragedia umana chiamata con una parola "Olocausto": lo sterminio di milioni di esseri umani ad opera di altri esseri umani, a causa dell'antisemitismo, del razzismo e nel nome di una razza superiore. Memoria per "non dimenticare" quello che è successo affinché sia un monito per le future generazioni e non abbia mai più a ripetersi. Qualcuno infatti ha scritto che un popolo che perde la memoria della propria storia è destinato a ripetere gli stessi errori del passato.