Lo abbiamo già detto e scritto innumerevoli volte, e continuiamo a farlo: ogni estate è una esplosione di sagre e abbuffate di carne senza ritegno in ogni dove, e di nuovo, quest'anno abbiamo manifestato in due date, il 16 e il 18 agosto, il nostro dissenso davanti l'ingresso della sagra dei salamini d'asino di Castelferro, presa ormai a simbolo di tutte le sagre a base di animali ammazzati della provincia di Alessandria, quest'anno giunta alla 44° edizione.

I due presidi sono stati condotti da un manipolo di attivisti uniti dallo stesso ideale, quello della liberazione animale, con striscioni, volantini e discorsi fatti a voce con un impianto audio portatile. Ci siamo rivolti agli organizzatori della sagra e a tutti coloro che entravano, soprattutto ai giovani, i quali dovrebbero farsi loro per primi portavoce del cambiamento, per un mondo migliore, in cui la crudeltà sia bandita e la Terra rispettata.

La catastrofe è già iniziata, è in atto. Tra le misure proposte dal rapporto di quest'anno dell'IPCC (il panel intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), per contrastare i cambiamenti climatici, c'è la proposta di un drastico spostamento verso l'alimentazione a base vegetale. "Le diete sane e sostenibili, come quelle basate sui cereali, legumi, verdura, noci e semi, offrono le maggiori opportunità per ridurre le emissioni di gas serra", spiega il rapporto. Tutto ciò è ben noto, non è la prima volta che l'IPCC lo fa notare.

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro IARC, parte dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base di oltre 800 studi sul legame tra una dieta che comprenda le proteine animali e il cancro, equipara a quello del fumo di sigaretta e dell'amianto il rischio di contrarre il cancro consumando insaccati, carni rosse e carni trasformate.

Quando gli onnivori rivendicano il loro "sacrosanto" diritto a mangiare ciò che vogliono, ribadiamo che uccidere una vita non può rientrare fra le scelte personali, poiché non si tratta di avere una semplice preferenza fine a sé stessa, ma piuttosto di disporre della vita altrui. È diritto anche degli animali vivere e morire secondo la propria natura e nostro dovere è tutelarli, proteggerli e preservarli in virtù delle nostre capacità "superiori" che ci impongono maggiore responsabilità verso gli altri esseri viventi.

Chi continua a pensare che siamo pazzi, farebbe meglio a ricordarsi delle imprese ugualmente disperate ma portate al successo nel passato, ad esempio: il divieto di tenersi gli schiavetti neri in casa o di venderli al miglior offerente; la messa fuori legge delle persone avvelenatrici che ci soffiavano in faccia il fumo cancerogeno; l'elezione di una persona nera come presidente americano; strappare agli industriali i diritti che spettavano agli operai; il diritto di voto alle donne - alcuni di voi erano già nati e se la ricordano bene la felicità delle donne italiane nel 1946, finalmente considerate esseri umani a tutti gli effetti.

Ciò nondimeno, chi all'epoca lottava contro la schiavitù, contro il fumo, per una uguaglianza non finta, per la giustizia sociale tra gli umani, per il suffragio o per gli altri scopi nobili, era considerato un estremista pazzo da legare. È lecito chiedersi chi è pazzo qua? Voi che vi scavate la fossa con la forchetta mentre state masticando i pezzi di vite senzienti, rubate ai loro proprietari legittimi o noi che vi stiamo sgridando per questo crimine? Voi che vi considerate persone per bene, ma siete i mandanti dello sterminio globale dei popoli animali, o noi che lottiamo perché la giustizia sia uguale per tutti? Voi che vi ritenete giusti, ma i vostri consumi carnisti stanno distruggendo il pianeta, alzando i livelli dei mari dove affogheranno tanti vostri simili?

Mi dispiace: I PAZZI SIETE VOI. Estratto di un intervento di Bruno Stivicevic, autore anche delle prime tre foto.

Se gli appelli che gli scienziati stanno facendo da anni restano lettera morta, a che servono? Consideriamo pertanto assolutamente irresponsabile nei confronti non solo degli animali, ma anche dell'ambiente, della salute e del futuro delle nuove generazioni, promuovere ancora a tutto spiano il consumo di carne, come di fatto queste sagre ottusamente continuano a fare con il benestare, spesso, delle amministrazioni pubbliche locali che le patrocinano.