Fridays for Future è un movimento internazionale spontaneo nato dall'iniziativa di una giovane ragazza svedese, Greta Thumberg, che chiede azioni concrete per il clima, e le soluzioni ci sono già. Anche ad Alessandria il Fridays for Future sta crescendo per chiedere ai governi di tutto il mondo, compreso il nostro e a chi amministra la nostra città, di intraprendere una seria azione nella lotta al cambiamento climatico, alla salvaguardia della Terra e di tutti i suoi abitanti. Venerdì 15 marzo si è tenuto lo Sciopero Mondiale per il clima, a cui ha aderito anche Alessandria.

In Alessandria l'iniziativa si è svolta in due momenti, la mattina con lo sciopero degli studenti della provincia, che in men che non si dica hanno organizzato la manifestazione, e nel tardo pomeriggio con un raduno in Piazza Santo Stefano e una biciclettata in stile "critical mass" per le vie della circonvallazione e del centro cittadino per poi ritornare in Piazza Santo Stefano dove si è svolto un video mapping. Hanno partecipato centinaia di persone, tantissimi giovani, ma anche meno giovani, uniti dalla voglia di cambiare le cose.

All'iniziativa abbiamo partecipato anche noi, vegan, poiché per salvare il pianeta non basta limitarsi a chiedere, delegando a chi sta "più in alto", di fare qualcosa, ma dobbiamo farlo anche noi stessi in prima persona. E non basta nemmeno usare meno l'auto per ridurre il traffico e l'inquinamento e usare di più la bicicletta e incentivare il trasporto pubblico, non sprecare, riciclare, acquistare da produttori locali, ecc.., ma anche e soprattutto serve - non tanto diminuire - ma azzerare completamente il consumo di carne, pesce, latticini e uova.

Tutte le nostre scelte hanno un impatto, ma alcune hanno un impatto maggiore e il consumo di prodotti di origine animale, senza ombra di dubbio, ha l'impatto maggiore in termini di contributo all'effetto serra, inquinamento con la produzione di particolato secondario PM 2,5, deforestazione, perdita di biodiversità, consumo di acqua, terreno ed energia. Ha un impatto negativo sulla nostra salute, sulla sicurezza alimentare mondiale e soprattutto ha un impatto sulle "non"-vite di miliardi di animali, sfruttati, reclusi e uccisi. Il cambiamento verso una scelta vegan è alla portata di tutti, subito, senza bisogno di delegare altri o di aspettare che cambi qualche legge.

Di tutto questo non se ne parla ancora abbastanza, purtroppo neppure all'interno di Fridays for Future, sebbene la stessa sua ispiratrice, Greta Thumberg, sia lei stessa vegan per motivi ambientalisti, o come Luisa Neubauer, portavoce del movimento in Germania. Anche in Alessandria comunque abbiamo incontrato giovani vegan, ebbene, fate sentire la vostra voce, non solo per noi umani, ma anche per tutti gli animali. La Terra non è "nostra", siamo suoi ospiti al pari di tutti gli altri esseri viventi che la abitano.

Il nesso tra allevamenti, impatto ambientale e riscaldamento globale era già noto da tempo. L'allarme venne dato nel 2006 dal rapporto della FAO "Livestock's long shadow". Nel 2009, poco prima del Vertice di Copenaghen sui cambiamenti climatici, il Parlamento Europeo ospitò un'audizione sul riscaldamento globale e le politiche alimentari dal titolo "Less Meat = Less Heat". Qui un breve estratto dell'intervento del Prof. Rajendra Kumar Pachauri, Premio Nobel per la pace e Presidente dell'IPCC (il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico di cui attualmente fanno parte 194 paesi).

Era il 2009. Sono passati dieci anni e siamo ancora al punto di partenza.