Molte persone stentano a credere che dietro gli animali che mangiano ci possa essere così tanta sofferenza. Infatti è tutto ben nascosto per non turbare le coscienze e a vantaggio del business dell'industria della carne. Quando lo facciamo notare, veniamo definiti "talebani del cibo" e perfino "violenti" perché davanti le sagre a base carni distribuiamo volantini che spiegano semplicemente la realtà in cui sono allevati e macellati gli animali.

In questo periodo fitto di appuntamenti enogastronomici in tutta la provincia di Alessandria, ove la fanno da padrona le sagre a base di carni, nessuna parola viene spesa per ricordare la triste fine degli animali per soddisfare la ghiottoneria della gente. Ci abbiamo provato noi di fronte l'ingresso di alcune sagre con cartelli e volantini.

Quest'anno abbiamo iniziato la sera del 9 luglio di fronte l'ingresso della Sagra del coniglio di Bosco Marengo. Non è passato molto tempo che qualcuno ha subito chiamato il vicino Comando dei Carabinieri perché "disturbavamo". Beh, certo, disturbavamo indubbiamente le loro coscienze, che preferiscono non pensare agli animali morti che hanno nel piatto.



Con le stesse modalità, il 18, 20 e 23 agosto, abbiamo effettuato dei presidi presso la Sagra dei salamini d'asino di Castelferro, il 25, 26 e 27 agosto presso la Sagra della porchetta di Casalcermelli e il 12 settembre presso la Sagra della porchetta di Pavone.

Riportiamo qui quello che è il nostro sogno per gli animali, espresso dal bellissimo componimento di Annamaria Manzoni del Movimento Antispecista.

We have a dream

"I have a dream" proclamò in un giorno divenuto indimenticabile Martin Luther King - nero in un paese di neri umiliati dai bianchi - sognò che la fratellanza prendeva il posto dell'odio - che la libertà e la giustizia sostituivano l'oppressione, che dalla disperazione nasceva la speranza. Anche noi abbiamo un sogno - e anche il nostro è un sogno di giustizia, di riscatto, di trasformazione epocale - che urge verso la sua necessaria realizzazione. Il nostro è il sogno - di vivere in un mondo dove ogni essere vivente abbia diritto al rispetto - di spezzare per conto degli animali l'ultimo anello della catena in cui il più forte abusa del più debole. Il nostro è il sogno - che la crudeltà verso gli animali venga considerata abbietta anziché normale - che la violenza contro di loro venga punita anziché regolamentata dalle leggi - che sia considerato sopruso ucciderli e mangiare la loro carne - che si secchino i fiumi di sangue giornalmente versati da animali massacrati nei mattatoi - che cessino le torture su animali ridotti all'impotenza sui tavoli dei laboratori - che chi guarda con orgoglio il grosso pesce guizzante e agonizzante con l'amo ancora in bocca sostituisca al vanto la vergogna - che chi fa spettacolo, e chi di quello spettacolo gode, con il toro massacrato e ucciso sia considerato sadico anziché coraggioso - che ritornino liberi l'orso, l'elefante, la tigre, ridotti a pagliacci snaturati nei circhi dell'umana stupidità. Noi abbiamo un sogno - che i più sfruttati, maltrattati, violentati tra gli esseri viventi, privi di voce e di diritti - non siano più le vittime predestinate dell'aggressività umana destinata all'impunità. Noi abbiamo questo sogno - perché senza la fine della violenza sugli animali, nessun progresso sarà mai tale.

Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta.