La Provincia di Alessandria ha approvato lo scorso 10 dicembre 2025 il Piano di controllo numerico della specie Colombo di città (Columba livia forma domestica) per il periodo 2026-2030. L'esecuzione della Determinazione è affidata al Servizio Amministrativo Attività Faunistico Venatorie, anche mediante abbattimenti con arma da fuoco nel periodo dal primo ottobre al 31 gennaio (la Coldiretti di Alessandria aveva richiesto un anticipo di tale periodo). Contestiamo l'idea che nel 2026 le istituzioni ricorrano ancora a questi metodi cruenti, sparando e uccidendo.

I piccioni selvatici discendono tutti dai piccioni domestici, che sono sfuggiti alla cattività o sono stati liberati nel corso dei secoli. Alla fine non è colpa loro se si sono moltiplicati e cercano di sopravvivere. Non andavano né allevati né abbandonati.

Oggi i programmi di contenimento dei piccioni mirano spesso a ridurne il numero attraverso la cattura, l'abbattimento o l'avvelenamento. Tuttavia, diversi studi scientifici hanno dimostrato che queste pratiche non sono efficaci nel mantenere basse le popolazioni: gli individui eliminati vengono rapidamente sostituiti da giovani o da piccioni provenienti dalle aree circostanti. In questo modo il problema viene solo posticipato, ma mai risolto, richiedendo periodicamente nuovi piani quinquennali, a non finire.


La foto si riferisce a una strage di piccioni tra Borgaro e Caselle, la scorsa primavera, colpiti da colpi di arma da fuoco, nell'applicazione di un piano di contenimento approvato dalla Città Metropolitana di Torino. I volontari di due associazioni per il supporto di animali in difficoltà accorse sul posto riscontrarono numerosi piccioni morti e 21 ancora agonizzanti. Secondo una testimonianza numerosi animali sarebbero stati rimossi e introdotti in sacchi neri, senza alcuna certezza che fossero già morti al momento della raccolta. L'episodio destò molta indignazione

Regioni e Province si impegnino a risarcire direttamente e in tempi rapidi gli agricoltori per i danni causati dalla fauna selvatica, senza costringerli ad attendere tempi epocali, mettendo in conto che una parte di raccolto andrà comunque perso, e contestualmente promuovano l'installazione di colombaie dove sostituire periodicamente le uova con altre finte, collocate su appositi terreni decentrati da individuare, il cui raccolto sia destinato a essere perso "a prescindere". Questa è la strada per un contenimento efficace, duraturo e rispettoso degli animali.

Se la nostra specie sfrutta da sempre la natura, il minimo che una società civile può fare è restituirle qualcosa.