Domenica 16 agosto, alla 49° sagra dei salamini d'asino di Castelferro di Predosa (AL), è stata la volta di un volantinaggio a sostegno di una proposta di legge per l'abolizione della macellazione degli equidi (cavalli, asini, muli e bardotti). Anche se poteva sembrare una provocazione, molte persone hanno accettato volentieri il volantino per firmare on-line sul sito del Ministero della Giustizia.
Il divieto è già in Parlamento, servono 50.000 firme entro il 6 gennaio 2027 per trasformare la proposta già esistente in una decisione per il Parlamento. La legge di iniziativa popolare in sintesi prevede:
- Stop alla macellazione degli equidi
- Rafforzamento della tutela di questi animali
- Controlli più stringenti
Per firmare serve lo SPID o la Carta d'Identità elettronica, a questo link:
Divieto di macellazione degli equidi e altre disposizioni per la loro tutela
È un'utopia, ma se l'abolizione della macellazione degli equidi diventasse mai legge, allora anche tutte queste sagre a base di carne d'asino sparirebbero da sole. E la gente che ama questi animali, ma incoerentemente viene anche a queste sagre a gustare il famoso salamino o l'agnolotto d'asino, ne prenderebbe atto e lo accetterebbe, così come per il fumo di sigaretta è stato necessario il divieto di fumare nei luoghi pubblici chiusi e la cosa è stata accettata. Quando la buona volontà individuale non è sufficiente per un cambiamento positivo per tutti (animali, ambiente e salute), ecco che serve una legge.

Alcuni cartelli e uno schermo con il video di una mano che accarezza un asino
Oltre al volantinaggio, come l'anno scorso, abbiamo dato lettura, con un impianto audio, di alcuni brani significativi del Trattato "Sul mangiar carne" di Plutarco, tratti dall'omonimo libro a cura del Prof. Gino Ditadi, edito da AgireOra Edizioni, aggiungendo quest'anno un frammento da un'opera sconosciuta, sempre di Plutarco, di cui eccone un brano:
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Non perché la nostra natura ha bisogno di alcune cose delle quali ci serviamo, si deve allora mettere in atto l'ingiustizia verso tutto e verso tutti gli esseri. [È giusto soddisfare i bisogni necessari causando] un danno limitato, posto che si faccia un danno alle piante prendendo loro qualcosa e lasciandole vive; ma, far morire un essere vivente, distruggerlo inutilmente e per il piacere è sempre stato il colmo della più selvaggia crudeltà ed ingiustizia. |
Anche Plutarco avrebbe condannato tutte queste sagre a base di carne. Inoltre, dal Trattato di diritto Hundù "Manusmṛti" (sanscrito: मनुस्मृति) del II secolo a.C., chiamato anche "Mānava-Dharmaśāstra" (sanscrito: मानवधर्मशास्त्र) e tradotto in italiano come "Le leggi di Manu", abbiamo letto questo brano significativo:
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La carne non si può mai avere senza usare violenza a creature con il soffio della vita [...]. Chiunque osservasse attentamente l'origine della carne, l'atto di legare e di uccidere creature che hanno un corpo, smetterebbe di mangiare qualsiasi tipo di carne [...]. Chi acconsente, chi macella, chi uccide, chi compra e vende, chi la prepara, chi la serve e chi la mangia sono tutti assassini. Non esiste malfattore peggiore di chi desidera far crescere la propria carne con la carne altrui. |
Alle nostre spalle, oltre una ringhiera con un telo verde, c'erano le tavolate della sagra. I nostri interventi a voce sono stati quindi ben uditi dai commensali e dai volontari in servizio nella sagra. Con l'arrivo di nuovi attivisti, abbiamo poi aperto uno striscione sul perché gli animali muoiono per queste sagre: la gola.

Il vero motivo per cui gli animali muoiono per queste sagre
Al termine, diverse persone in uscita dalla sagra ci hanno confidato di non aver mangiato il salamino. Un anziano del paese, di non aver mai sopportato in tutta la sua vita questa sagra, perché «Io amo gli animali». Un insegnante del luogo concordava sulla necessità di educare i giovani alla compassione e all’empatia verso tutti gli esseri viventi per cercare di cambiare la mentalità a partire dalle nuove generazioni e contrastare il coinvolgimento, ancora oggi, di tanti ragazzi e ragazze in queste sagre.
Una donna che condivideva la nostra iniziativa, ha scattato e inviato una foto a un suo conoscente della Fondazione Brigitte Bardot, siccome due dei quadretti esposti mostravano proprio la diva francese abbracciare un asino e un cane.
Brigitte Bardot rinunciò alla fama per salvare gli animali, trasformando la sua casa in un rifugio per centinaia di animali bisognosi.