Domenica 22 marzo, in prossimità delle festività pasquali, abbiamo organizzato in Piazzetta della Lega in Alessandria un evento di sensibilizzazione contro il massacro degli agnelli, e di tutti gli animali, con una mostra fotografica sulla scelta vegan, dei video e degli interventi a voce. L'iniziativa è servita anche a pubblicizzare il documentario CHRISTSPIRACY che mostreremo sabato 28 marzo.


Un agnellino appena nato guarda in alto verso la fotocamera. Se è maschio, verrà macellato per la carne in giovane età. Se femmina, verrà allevato per la produzione di lana e per la futura riproduzione. Crediti: Polonia, 2019. Andrew Skowron / We Animals

Uno degli interventi:

Stiamo vivendo tempi bui, con guerre in ogni angolo della Terra. Ma oggi siamo qui non per parlare di questo, del massacro di persone umane da parte di altre persone umane, ma di un altro massacro, che va avanti da sempre, da millenni, un massacro nascosto, silenzioso, di cui nessun telegiornale parla, le cui proporzioni sono diventate inimmaginabili, il massacro degli animali per fini alimentari. Le guerre hanno ucciso 620 milioni di esseri umani in tutta la storia. Uccidiamo lo stesso numero di animali ogni tre giorni, senza includere i pesci e altre creature marine, le cui morti sono così numerose da essere misurate in tonnellate. Si stima che siano uccisi ogni anno 90-95 miliardi di animali terrestri.

Ci stiamo avvicinando alla Pasqua e si stima che ogni anno, in Italia, solo in questo periodo, siano uccisi fino a 700mila tra agnelli e capretti, quasi due milioni durante tutto l'anno. Animali che hanno solo tre o quattro settimane di vita, praticamente dei cuccioli. Ed è per questo che oggi vogliamo dare voce a questi innocenti che nulla di male ci hanno fatto. Nessuno sente il loro belato quando sono separati dalle loro madri per essere condotti al macello. A volte vediamo transitare in autostrada dei camion strapieni di animali che vanno al macello, ma usciti dall'autostrada finiscono nel nulla, non si sa dove vanno. I macelli sono lontani e nascosti. Nessuno deve poter vedere e neppure sentire. Gli stessi macellatori indossano delle cuffie insonorizzanti, per non sentire il frastuono delle grida di questi piccolini. Perfino i nostri video sono silenziati, le loro voci sono strazianti, ma poi ve le faremo sentire.

Di fronte a tutto questo, c'è mai stato un atto di condanna per queste mattanze da parte della Chiesa o di altre istituzioni religiose? Per la maggioranza delle religioni, il mondo animale è un non problema. Non è che ci sia l'intento di infierire sul mondo animale, semplicemente è un problema che non si pongono, in sostanza si tratta di creature dimenticate. Le religioni hanno avuto un ruolo di oggettiva deresponsabilizzazione verso il mondo animale. Ma "dimenticandosi" del mondo animale, una parte non proprio trascurabile del Creato, danno una lettura molto povera del mondo, un lettura povera di mondo, inadeguata ad affrontare i problemi ecologici di oggi. Servirebbe una visione del mondo non antropocentrica ma biocentrica, che ponga al centro della riflessione la vita nella sua interezza. Quindi sarebbe necessario opporre all'antropocentrismo il biocentrismo, cioè mettere al centro la vita, dove per vita si intende tutta la vita, e riconoscere il valore inerente in sé di ogni soggetto di una vita, come dichiarava il folosofo Tom Regan.

Tornando agli agnelli, cosa farebbe Gesù? Esiste un modo spirituale di uccidere un animale? Da questa domanda è nato il documentario CHRISTSPIRACY di Kip Andersen e Kameron Waters, che mostreremo al Museo della Gambarina sabato sera 28 marzo, con ingresso libero. Questo è un invito a venire a vederlo, non importa se siete credenti o non lo siete. Vi invitiamo a riconsiderare il significato autentico della compassione, sostenendo che una vera coerenza etica non possa escludere le creature senza voce, troppo spesso assenti dal dibattito morale. È un invito ad allineare valori e azioni, fare qualcosa di concreto, smettere di mangiare animali, di partecipare al loro massacro.

A volte qualcuno pensa che la questione animale sia l'ultimo dei problemi. Ci sono le guerre, ci sono altri problemi più importanti; prima viene l'essere umano. Ma se solo fossimo cresciuti in una cultura che mettesse al centro tutta la vita, rispettosa di tutti gli esseri viventi, dal più piccolo fino all'essere umano, non ci sarebbe tutta la violenza nel mondo che c'è oggi. Un filosofo greco antico, Plutarco (47-127 d.C), quasi contemporaneo di Cristo, in tempi non sospetti, perché allora non esistevano gli allevamenti intensivi di oggi, nel suo Trattato "Sul mangiar carne", scriveva: «Non vi sembra meravigliosa la consuetudine di amare gli altri? Quale mortale penserebbe di maltrattare una creautura umana, se verso esseri che non sono della sua razza e della sua specie avesse costantemente professato la dolcezza e l'umanità?». Vi leggerò alcuni brani del suo Trattato, che ha ispirato anche la canzone "Sarcofagia" di Franco Battiato, che era vegetariano per motivi etici.