Nella Giornata mondiale dell'ambiente, mercoledì 5 giugno 2019, si è svolta l'iniziativa "Foreste in fumo" presso il Centro Congressi di Alessandria, che ci ha gentilmente ospitato. Scopo dell'iniziativa, dedicare una serata informativa sulle principali cause della distruzione delle foreste primarie con la proiezione di due docufilm di Patrick Rouxel: GREEN e ALMA. Alla fine dei due film abbiamo fornito informazioni, dati e siti Internet per approfondire l'argomento, e soprattutto per capire cosa ognuno di noi può fare per non contribuire alla distruzione delle foreste.

L'argomento è stato ancora una volta quello delle deforestazioni in quanto le deforestazioni anziché diminuire, stanno aumentando, a un ritmo sempre maggiore. L'iniziativa è stata pubblicizzata attraverso vari canali: sui social con un evento, e-mail, comunicati stampa, affissioni pubblicitarie e un banchetto informativo in centro città la domenica precedente l'iniziativa. Alla fine, alla serata, hanno partecipato circa 40 persone, non moltissime ma sicuramente un pubblico diverso dal quello solito, grazie alla nuova location (in passato avevamo già trattato varie volte l'argomento deforestazioni al Museo della Gambarina e una volta anche in Piazzetta della Lega, una sera d'agosto del 2017).


Considerazioni e dati a conclusione dei film

Le foreste primarie catturano il carbonio e forniscono ossigeno. Sono il più grande serbatoio di biodiversità del pianeta, ne contengono circa il 90% tra specie animali e vegetali. Ma la deforestazione avanza sempre più e contribuisce al riscaldamento globale: bruciando le foreste e rivoltando la terra per le monocolture di soia, si liberano nella atmosfera enormi quantità di anidride carbonica che favorisce l'effetto serra.

Deforestazione in Indonesia

In Indonesia la foresta ha subito un tasso di deforestazione terrificante: nel 1950 si estendeva su 160 milioni di ettari, ai giorni nostri ne restano meno di 48 milioni. La causa principale è la produzione di olio di palma, uno degli oli più utilizzati al mondo. L'olio di palma è utilizzato in moltissime produzioni industriali:

  • Industria alimentare: è molto utilizzato per il suo basso costo rispetto agli altri oli e grassi. I derivati dell'olio di palma sono utilizzati in generale nelle margarine, fritture, maionese, salse, patatine, merendine, biscotti, dolci, paste, cioccolato, gelati e molti altri prodotti alimentari.
  • Industria dei detergenti e saponi: la maggioranza dei saponi industriali contengono fino all'80% di olio di palma. Anche il sapone di Marsiglia, che dovrebbe essere a base di olio di oliva, spesso contiene olio di palma, di cocco o grasso animale.
  • Industria cosmetica e farmaceutica: è più facilmente assorbibile dalla pelle degli altri oli e quindi si trova nelle creme idratanti, negli shampoo, nei rossetti...
  • Industria dei biocarburanti: in via crescente.
  • Industria del tessile e della pelle: utilizzato per lubrificare e ammorbidire.
  • Industria metallurgica: in generale serve per raffreddare le lastre durante la loro fabbricazione e per la molatura e lucidatura dell'acciaio.
  • Industria chimica: come additivo dei materiali plastici, gomme e tessili, è anche utilizzato nella produzione di tinte e rivestimenti.
  • Altre industrie, tra cui anche quella elettronica.

L'unica cosa da fare, per non contribuire alla deforestazione in Indonesia, è evitare le marche che utilizzano l'olio di palma, non acquistare auto che utilizzino biodiesel o chiedere biodiesel senza olio di palma, evitare l'acquisto di legno esotico, partecipare alle petizioni di protesta internazionali.

Deforestazione in Sud America Fonti: progetto Global Warming Made in Italy.

La deforestazione in Sud America ha tre fasi:

  1. Nella prima viene tirata giù la foresta con il taglio degli alberi da cui si ottiene il legno.
  2. Nella seconda, ciò che resta viene bruciato e il terreno liberato occupato dai pascoli.
  3. Nella terza fase, i pascoli vengono infine coltivati a soia.

Con oltre 191 milioni di bovini, il Brasile ha la più grande mandria di bovini al mondo e dal 2003 è il più grande produttore ed esportatore di carne e di pelli al mondo. Ogni anno si stima vengano macellati 38 milioni di bovini, più di 100.000 bovini al giorno! A maggio di quest'anno è stato registrato il record assoluto di deforestazione in Amazzonia. La prima causa della deforestazione sono i pascoli.

Allevamento di bovini in Amazzonia - Fotogramma tratto dal film ALMA

Nel 2019 il Brasile potrebbe diventare anche il primo produttore di soia al mondo (con 117 milioni di tonnellate) scavalcando gli Stati Uniti (116,5 milioni di tonnellate). A trainare questo aumento è la crescita della domanda di soia dalla Cina, per effetto della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. La soia ha un alto contenuto proteico e quindi è l'ideale per gli allevamenti intensivi. Dietro la Cina, c'è l’Europa. Il 97% della soia usata nei mangimi in Europa è importata.

La domanda di soia da Cina ed Europa, ha determinato l’espansione delle monocolture in Amazzonia. L'espansione della soia non riguarda però solo l'Amazzonia ma anche il Cerrado, la savana tropicale brasiliana più ricca di biodiversità al mondo, con conseguente esaurimento delle risorse idriche. L'espansione della soia riguarda anche il Gran Chaco, una regione che si estende tra Argentina, Bolivia e Paraguay. Quest'area oggi subisce la più rapida deforestazione al mondo, anche maggiore di quella amazzonica, ma non gode di alcuna attenzione internazionale.

Distese di soia nel Gran Chaco, Paraguay - Foto: Ong Mighty Earth

Il Brasile è il primo fornitore di soia per l'Italia. Nel 2016 ne abbiamo importate 519 mila tonnellate, destinate quasi totalmente all'alimentazione animale. 183 mila tonnellate provengono dal Paraguay (Italia terzo importatore UE), 59 mila tonnellate dall'Argentina (secondo importatore UE). L'85% della soia importata in Italia è usata per fare mangimi. Tutta questa soia finisce, in misura diversa, nei mangimi di: 8,5 milioni di suini (dati di marzo 2017), 5,6 milioni di bovini, 145 milioni di polli, 48 milioni di ovaiole, 8,5 milioni di ovini e caprini, 391 mila bufalini e tra i 20 e i 179 milioni di conigli (non c'è un'anagrafe nazionale).

La deforestazione non ha conseguenze negative solo sull'ambiente, la biodiversità, gli animali allevati e il clima, ma si ripercuote negativamente anche sulle popolazioni indigene che vivono da millenni nelle foreste. A questo proposito, per approfondire l'aspetto sociale, rimandiamo alla visione di un altro film, KILLERBEAN, Produzione G.A.A.I (Svezia, 2009), qui nella versione da noi sottotitolata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=b_dtBHgWV_Q


I consumatori determinano la domanda. Finora abbiamo continuato a girare intorno al problema, ma è necessaria un'azione più decisa per risolverlo: considerata la gravità della situazione, non basta ridurre solo un po' il consumo di carne, latticini e uova, si deve fare di più, occorre azzerarlo. A conclusione della serata abbiamo invitato il pubblico a prendere una copia del VEGAN Starter Kit, un libretto-guida di AgireOra Edizioni per passare da onnivori a vegan. Abbiamo esaurito tutte le copie a nostra disposizione.

DOWNLOAD PDF del "VEGAN Starter Kit"