Anche quest'anno, dal 16 agosto al 4 settembre, si spara agli ungulati per la caccia di selezione autorizzata dalla Regione Piemonte. In tutta la Regione è previsto l'abbattimento di circa undicimila animali tra caprioli, cervi, daini, mufloni e camosci. Lunedì 25 agosto abbiamo organizzato un presidio anticaccia simbolico a Ovada.

Per rispondere a quella che ogni anno consideriamo una mattanza, lo scorso lunedì sera 25 agosto abbiamo tenuto a Ovada un presidio anticaccia presso il Centro di controllo dell'ATC AL4, in Via Piava 4. L'ATC AL4 è quello in Piemonte con il più alto numero di animali da abbattere in calendario. Dopo ogni battuta collettiva, al Centro di controllo confluiscono gli animali ammazzati per la visita veterinaria e l'applicazione di un segno distintivo di regolarità.

Al presidio hanno partecipato una quindicina di persone provenienti da Alessandria ma anche da fuori provincia (Asti, Torino, Novara, ma anche dalla vicina Liguria), per esprimere con cartelli, striscioni e fischietti la contrarietà alle politiche venatorie della Giunta Regionale.



Dalle 19,30 alle 21,30 non è successo nulla, non è passato nessuno, ma dalle 21,30 alle 22,00 sono arrivati 3 fuoristrada di cacciatori, che avevano dietro, in una cassa, il corpo senza vita di un capriolo. Un'orribile vista, che ci fa chiedere come sia possibile che oggi, in una società che si vuole definire civile si possano commettere questi atti di violenza estrema, fine a se stessa.

Dalle 21,30 alle 22,30 l'atmosfera si è quindi "scaldata" perché gli attivisti hanno esternato ai cacciatori con il megafono slogan e quello che pensavamo di loro, mentre passavano con il fuoristrada, mentre scaricavano i cadaveri, e mentre erano dentro al Centro di controllo. A frapporsi tra i manifestanti e le auto dei cacciatori erano presenti le forze dell'ordine. La tensione non è mai sfociata e i toni sono rimasti accesi ma sempre pacifici.





Gli animalisti hanno ricordato che la Provincia di Alessandria rifiuta la collaborazione delle associazioni di protezione ambientale in tema di vigilanza venatoria e preferisce affidarsi alle sole guardie dei cacciatori. E il fatto che ogni anno si ripresenta lo stesso problema ungulati, significa che nulla è stato fatto dalla Regione per risolverlo.