Dal 24 dicembre all'11 gennaio si svolge la caccia di selezione al capriolo femmina e ai piccoli fino a un anno di età. Il centro di controllo di Ovada fa parte dell'ATC AL4, su cui da alcuni anni si concentrano le proteste degli animalisti in quanto nell'ATC AL4 si compie il maggiore numero di abbattimenti di caprioli in Piemonte (202 femmine e 203 cuccioli, più 154 maschi abbattuti nel periodo estivo).

Di caccia di selezione agli ungulati si iniziò a parlare su tutti i giornali nel 2006 con 6153 caprioli, 2902 camosci, 1161 cervi, 594 daini, 523 mufloni, per un totale di oltre undicimila animali da abbattere solo in Piemonte, senza contare i cinghiali. Un moto di indignazione generale sembrò attraversare l'intera Penisola. Allora ci fu chi propose di trasferire gli animali in altre regioni o in parchi che li avrebbero accolti, oppure di ricorrere alla sterilizzazione o di studiare soluzioni non cruente, ma in questi anni nulla è cambiato e la soluzione al problema del soprannumero degli ungulati è rimasta la solita: il ricorso al fucile.

Se con il tempo l'attenzione dei media sulle cosiddette "mattanze" di ungulati è diminuita, così non è l'attenzione degli animalisti che sabato scorso, 3 gennaio, hanno partecipato nonostante il freddo al presidio di protesta organizzato da AgireOra a Ovada contro le politiche venatorie di Regione e Provincia. Vi erano circa 20 manifestanti, ma sarebbero potuti essere di più se le condizioni meteo fossero state migliori. Da Alessandria e da Torino. Alcuni sono arrivati da fuori regione, altri hanno percorso centinaia di chilometri!



Il centro di controllo di Ovada però era inaspettatamente chiuso (si è poi appreso a mezzo stampa che aveva aperto di pomeriggio...). Ad attendere il gruppo di manifestanti solo due Carabinieri su un Defender. Considerato che in altre occasioni lo schieramento delle forze dell'ordine era imponente, vien da chiedersi se la chiusura non sia stata casuale ma voluta.

Anche se il centro era chiuso e i cacciatori non si sono visti, ciò non ha sminuito l'iniziativa il cui scopo era quello di tornare a far discutere di abolizione della caccia e difatti vari giornali ne hanno dato notizia.